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Speciale Celiachia |
Domande frequenti
Che cos’è il glutine?
Il glutine è una proteina (o meglio, una miscela di proteine) contenuta in alcuni dei principali cereali: grano, segale, orzo e farro. Il vantaggio derivante dalla presenza di glutine nella farina consiste nell’azione legante che questa sostanza esercita quando la farina viene impastata con l’acqua. Il termine ‘agglutinazione’ esprime proprio questa azione! Altri importanti cereali sono privi di glutine: è il caso del riso e del mais.
In assenza di glutine la lavorazione della farina risulta molto più complessa, i risultati sono minori dal punto di vista dell’aspetto e della consistenza dei prodotti che ne derivano, si tratti di pane, di pasta o di pizza. Ed anche il sapore è diverso tanto che, per chi non è abituato, gli alimenti ‘gluten free’ possono risultare meno gradevoli.
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Che tipo di malato è il celiaco?
Il celiaco è un soggetto intollerante al glutine. Egli può considerarsi malato soltanto se, e fintanto che, entra in contatto col glutine. Ma nel momento in cui allontana da sé questa sostanza, è un soggetto perfettamente sano. Questo ‘ritorno alla salute’ è generalmente immediato nel bambino; mentre nell’adulto può richiedere qualche tempo, necessario a superare il malessere derivante da una lunga esposizione alla sostanza per lui tossica. chiudi
Celiaci si nasce o si diventa?
Non si nasce celiaci; si nasce con la predisposizione a diventare celiaci.
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Come si cura la celiachia?
La celiachia si cura allontanando il glutine dal celiaco. In pratica, facendo una dieta priva di glutine, o ‘gluten free diet’ (GFD). I precetti più significativi della dieta priva di glutine sono tre:
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Come si fa la diagnosi di celiachia?
La diagnosi di celiachia si fa seguendo un percorso oramai standardizzato che solitamente si svolge in tre tappe:
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Come si manifesta la celiachia?
La celiachia si manifesta in modo molto variabile:
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I soggetti on celiaci possono mangiare gli alimenti Gluten Free?
Certo che sì! La polenta, il risotto, la carne, il pesce, l’uovo, le castagne, le patate, la frutta (solo per fare alcuni tra le migliaia di esempi) sono tutti alimenti gluten-free!
Se poi ci si riferisce agli alimenti appositamente dedicati ai celiaci, quale pasta o pane preparati con farina senza glutine, anche questi possono essere mangiati da tutti.
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La celiachia è una condizione ereditaria?
La celiachia è una condizione con una forte componente ereditaria, infatti la concordanza tra gemelli veri (cioè dotati di identico patrimonio genetico) è molto vicina al 100%. Questo non significa che da un genitore celiaco debba per forza nascere un bambino celiaco. Infatti solo il 5-10% dei parenti di primo grado (genitori, figli, fratelli) dei celiaci è celiaco. Da notare che questa condizione colpisce più spesso le femmine dei maschi, con un rapporto di 2:1. Perchè i cereali contenenti glutine sono così importanti? Perchè, se sono tossici per tante persone, non si rinuncia ad essi? E’ probabile che se qualunque altra sostanza provocasse nell’1% della popolazione i danni che il glutine provoca nei celiaci, verrebbe bandita dall’alimentazione. Questo non vale per il grano o frumento, per motivi comprensibili che cercheremo di spiegare. Come tutti gli alimenti attualmente in uso, sia di origine animale che vegetale, anche il frumento è derivato da progenitori molto diversi e meno… appetibili. Infatti, nel corso dei millenni l’uomo ha esercitato su tutte le piante commestibili (come sugli animali da allevamento) una forte pressione selettiva basata su successivi incroci e selezioni, al fine di migliorarne la resa, la resistenza alle condizioni avverse, le proprietà nutrizionali, l’edibilità. Ha cioè svolto, in modo rudimentale e con mezzi naturali, una vera e propria costante azione di ingegneria genetica. I primi cereali per uso alimentare avevano dei chicchi che si staccavano dalla spiga (e dovevano essere raccolti uno per uno), erano di scarsa resa quantitativa, erano poveri di proteine e producevano una farina che non poteva essere cotta in pani ma solo in focacce friabili. Ma circa 11.000 anni fa, in una regione ben circoscritta del Medio Oriente (Area della Mezzaluna Fertile) si giunse alla produzione di un cereale, il triticum aestivum o frumento o grano, che cambiò radicalmente la vita dell’uomo. Infatti il grano formava grosse spighe cui i chicchi rimanevano adesi permettendo così una facile raccolta. Inoltre la farina che ne derivava conteneva una miscela di proteine (il glutine) che, oltre ad arricchirla nutrizionalmente, ne permetteva la panificazione. Questo evento diede inizio ad un’era di prosperità per le popolazioni del Mediterraneo. La possibilità di mietere i chicchi di grano raccolti in una spiga (invece di dover raccogliere ciascun chicco caduto per terra al momento della maturazione), la possibilità di panificare grazie alla presenza del glutine nella farina, l’altissima resa del raccolto rispetto a quanto avveniva con precedenti varietà di cereali, tutto questo favorì la stanzialità, permise di soddisfare con una certa larghezza le necessità alimentari e distolse significative risorse di tempo e di ingegno dalla ricerca del cibo verso occupazioni più speculative. Permise cioè la nascita della civiltà mediterranea nostra progenitrice, motivo per cui i popoli occidentali legittimamente riconoscono nel grano il simbolo della prosperità e della civiltà. Quindi è l’atavico rispetto per la spiga di grano (oltre che la squisitezza dei suoi derivati) il motivo per cui, comprensibilmente, il glutine rimane sulla nostra tavola anche se - lo sappiamo da pochi anni - è tossico per l’1% della popolazione. chiudi
Le terapie olistiche possono essere utili per le persone con la celiachia?
E’ noto che la terapia fondamentale per la celiachia sia seguire un’alimentazione senza glutine e le direttive del medico curante. Accanto a ciò possono esserci situazioni secondarie alla celiachia che potrebbero trovare giovamento grazie alle terapie complementari A titolo puramente esemplificativo possono essere citate alcune terapie come i fiori di Bach, quale supporto a tutte le implicazioni emotive e psicologiche che possono essere associate alla celiachia, soprattutto nel momento in cui viene diagnosticata. Inizialmente la persona può sentirsi disorientata, ci può essere una fase in cui non si accetta di buon grado la diagnosi, poi bisogna riorganizzare la propria vita, accettare magari qualche rinuncia alimentare; questo può causare a livello emotivo un disagio, che può essere affrontato con maggiore serenità grazie al sostegno della floriterapia. Un altro esempio di terapia che potrebbe essere di utile supporto é la riflessologia.
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