Ad oggi l’unica “terapia” conosciuta per contrastare la celiachia è la dieta senza glutine ed è assolutamente necessario evitare anche l’ingestione di cibi, seppur gluten free, che siano stati però semplicemente a contatto con contenitori o alimenti contenenti glutine.
È importante per tutte le persone celiache comprendere da subito che non esistono terapie – né mediche, né alternative alla dieta gluten free – e che gli effetti di medicine o altri rimedi non rappresentano al momento una strada che porta a risultati concreti.
Una dieta priva di glutine, per essere efficace, deve quindi escludere categoricamente il glutine e quindi i seguenti cereali: grano duro, grano tenero, farro, orzo, segale, triticale, kamut, spelta.
Sono assolutamente banditi, quindi, tutti gli alimenti realizzati con i citati cereali e derivati (e quindi farine, pasta, pane, gnocchi di farina, birra, etc.).
Ciò, però, non vuol dire che una persona celiaca debba rinunciare a mangiare un buon piatto di pasta o di gnocchi, oppure un bel panino farcito!
Con i nostri prodotti, ad esempio, è sempre possibile realizzare ogni primo piatto tipico della cucina italiana o internazionale, utilizzando i nostri gnocchi in diverse ricettazioni e le nostre paste alimentari nei formati Classici, Pastine, Speciali (anche all’uovo), Regionali e Plus+, tutte realizzate con materie prime alternative che offrono gusto e ottimi sapori come quelli convenzionali.
Oltretutto noi di Farabella abbiamo reso disponibile anche una serie di altri prodotti per le preparazioni fatte in casa: tra questi i nostri “Mix”, preparati per dolci, per pasta o per pane e pizza, ma anche farine mono-varietà di mais, di riso, e di grano saraceno.
Di seguito riportiamo una classificazione degli alimenti senza glutine proposta dal Ministero della Salute:
- Alimenti e bevande non trasformati che per natura non contengono glutine, ad esempio frutta, verdura, carne, pesce (anche surgelati), uova, patate, legumi, cereali e pseudo-cereali naturalmente privi di glutine come riso, mais, grano saraceno, quinoa, sorgo, miglio, teff. Per tutti questi alimenti l’assenza di glutine è scontata, pertanto la dicitura “senza glutine” in etichetta non può essere riportata poiché confondente e fuorviante per il consumatore.
- Alimenti e bevande trasformati che per natura e processo di produzione non contengono glutine, ad esempio formaggi, yogurt, insaccati, olio, zucchero, aceto, succhi di frutta, marmellata, confettura, caffè, tè, tisane, etc. Anche per questi alimenti la dicitura “senza glutine” in etichetta non può essere riportata poiché confondente e fuorviante per il consumatore.
- Alimenti e bevande trasformati, prodotti con ingredienti naturalmente privi di glutine, ad esempio carne e pesce panati, sughi pronti, preparazioni per brodo, preparazioni a base di carne, pesce, verdure, ecc. In questi casi l’assenza di glutine non è scontata in quanto si tratta di preparazioni multi-ingredienti, per cui è possibile riportare la dicitura “senza glutine” in etichetta oltre all’indicazione aggiuntiva “adatto alle persone intolleranti al glutine”.
- Alimenti e bevande trasformati (costituiti esclusivamente da materie prime senza glutine), ma che nell’immaginario collettivo e per tradizione nella loro composizione/ricetta prevedono l’utilizzo di ingredienti contenenti glutine (ad esempio pasta, pane, sostituti del pane, snack dolci e salati a base di cereali, cereali da prima colazione, barrette, birra, ecc.). Se alimenti di questo tipo vengono prodotti con materie prime prive di glutine (ad esempio pasta a base di mais e riso) è possibile riportare la dicitura “senza glutine” in quanto utile ad individuare facilmente l’alternativa all’alimento contenente glutine (es. pasta di semola).
C’è infine un ultimo aspetto da considerare – sul quale richiamiamo l’attenzione del lettore! – ed è quello legato alle contaminazioni crociate.
Un’azienda alimentare che produce alimenti che non dovrebbero contenere glutine (perché realizzati con ingredienti naturalmente privi di glutine!), al contempo potrebbe avere all’interno dello stabilimento, o sulla stessa linea produttiva, degli ingredienti contenenti glutine utilizzati per altri prodotti. In questo caso, se c’è il rischio di contaminazione, l’azienda è obbligata a riportare in etichetta l’indicazione della possibile presenza di glutine nei suoi prodotti alimentari.
È buona norma quindi imparare a leggere le etichette alimentari con estrema attenzione: se il glutine o ingredienti/alimenti contenenti glutine sono presenti in un prodotto (o se può esserci il rischio di contaminazione), viene sempre evidenziato in etichetta. Al contrario, se in etichetta non c’è nessun riferimento al glutine o ad ingredienti/alimenti contenenti glutine, allora il prodotto può considerarsi senza glutine.