Sensibilità al glutine e celiachia sono la stessa cosa?

Sensibilità al glutine e celiachiaLa risposta è “no” seppur entrambe sono legate a una reazione al glutine, una proteina presente nel frumento, segale, orzo e negli altri alimenti/bevande che contengono questi cereali.

Celiachia

La celiachia (detta anche malattia celiaca) è una malattia autoimmune che si caratterizza per il danneggiamento dei villi presenti nell’intestino tenue a seguito del consumo di glutine. Di conseguenza, una persona che ne è affetta non è più in grado di assorbire correttamente le sostanze nutritive e rischia anche la malnutrizione.

È necessario che siano presenti due fattori imprescindibili affinché la malattia celiaca si manifesti: predisposizione genetica e l’esposizione al glutine. È importante sottolineare che la sintomatologia relativa a questa patologia può essere molto varia: si va dalla forma classica i cui sintomi sono prevalentemente intestinali, a forme atipiche che possono comportare anemia, riduzione della densità ossea, alopecia, alterazione del regolare flusso mestruale nelle donne e altri disturbi sistemici. Alcune forme, invece, possono essere del tutto asintomatiche nonostante i danni all’intestino siano già presenti.

Una diagnosi precoce è importante: la qualità della vita della persona celiaca migliorerà sensibilmente nel momento in cui verrà iniziata una dieta completamente priva di glutine che, ad oggi, rappresenta l’unica “terapia” in grado di contrastare la celiachia.

Sensibilità al glutine

La sensibilità al glutine non celiaca è un’accezione utilizzata per identificare le problematiche riferite da persone che lamentano sintomi simili a quelli della malattia celiaca (prevalentemente intestinali) e che rilevano un miglioramento dopo aver seguito una dieta senza glutine, ma gli esami ematici e le biopsie endoscopiche hanno escluso sia la malattia celiaca che l’allergia al grano.

Si tratta quindi di una condizione che viene diagnosticata in assenza di biomarker specifici e dopo aver escluso altre patologie note. Proprio per questo la comunità scientifica è ancora in dubbio sulla reale esistenza di questa sindrome, soprattutto in relazione al fatto che i disturbi avvertiti – e il loro miglioramento dopo aver eliminato il glutine – possono essere legati al ben noto effetto placebo e nocebo delle diete da eliminazione e provocazione.

Sono quindi necessari ulteriori studi per comprendere al meglio l’eziologia di questa sindrome la cui gestione è molto variabile a seconda dell’individuo e può anche rivelarsi un problema temporaneo.
La malattia celiaca invece è per la vita e il sistema immunitario risponderà in modo aggressivo ad ogni forma di assunzione di alimenti a base di glutine, che si tratti di un piatto di pasta o di una briciola di pane.

Per tutte queste ragioni e in presenza di sintomi specifici, si consiglia di rivolgersi tempestivamente al proprio medico di base al fine di indagare e capire subito se si soffre di malattia celiaca.

 

Nota Bibliografica

“Protocollo per la diagnosi e il follow-up della celiachia – Allegato sub A; Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Anno 156 n°191; 2015 pag.148-158.”

 

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